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CAOS CERTIFICATI SPORTIVI, A RISCHIO LE ATTIVITA’

Nota della Redazione: “Accade solo in Italia! Sono state modificate e/o abrogate norme (Decreto Balduzzi) emesse solo pochi giorni fa in quanto “fondamentali per aumentare la tutela della salute del cittadino”.

Ma se erano così importanti perché allora sono state modificate e/o abrogate?!?!?!
E nonostante l’esistenza di una specializzazione in Medicina dello Sport, il controllo della salute dello sportivo viene demandato al medico generico, che ora deve anche decidere se effettuare o meno esami di approfondimento (elettrocardiogramma sì … elettrocardiogramma no … ma è necessario o no questo esame?) …
Ed è falso giustificare le “modifiche” ed i “ripensamenti” parlando di “ulteriori spese a carico dell’utente”: il certificato che rilascia il medico di base o il pediatra di base per la pratica sportiva amatoriale è a pagamento pure non prevedendo alcun esame strumentale: perché allora non effettuare un controllo specialistico con un esperto (il Medico dello Sport che conosce realmente la fisiologia dello sport), il cui costo non è significativamente diverso da quello sostenuto per la visita del medico di base?”

I medici di base si chiedono perplessi cosa fare, mentre i cardiologi esprimono a gran voce la loro contrarietà. A pochi giorni dalla riapertura delle scuole e dalla ripresa per molti italiani (12 milioni secondo l’Istat) della attività sportive, sulle nuove norme del Dl Fare che riguardano le certificazioni regna, a detta dei medici, il caos.

L’intento del decreto, convertito in legge il 9 agosto, era semplificare, eliminando l’obbligo del certificato in caso di attività ludico motoria e amatoriale e mantenendolo nei casi di attività sportiva non agonistica, lasciando al medico o pediatra di base la scelta di procedere con nuovi accertamenti, come l’elettrocardiogramma, ma per ragioni diverse queste norme hanno lasciato perplessi coloro che sono direttamente coinvolti. I medici di famiglia, che rilasciano materialmente i certificati, si dicono confusi sulle procedure, e gli specialisti come i cardiologi chiedono alla politica un ripensamento, parlando di gravi rischi che potrebbero essere generati dall’abolizione per l’attività sportiva non agonistica dell’obbligatorietà dell’elettrocardiogramma, un esame salvavita in grado di rilevare delle anomalie anche gravi che possono sfuggire all’occhio clinico del medico, anche quello più allenato.
“La nuova legge elimina l’obbligo di produrre certificati in caso di attività ludico motoria e amatoriale, ma non è stata abrogata la norma che rendeva obbligatorio produrre questa documentazione , è ragionevole ritenere che a qualcuno verrà ancora richiesta” scrive in una lettera indirizzata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in cui si chiedono chiarimenti sulle procedure da adottare , Giacomo Milillo segretario generale della Fimmg, Federazione italiana dei medici di medicina generale.
Milillo sottolinea inoltre che le norme che lasciano al medico la responsabilità di scegliere se praticare l’elettrocardiogramma per l’attività sportiva non agonistica sono rischiose “perché la scelta di non praticarlo in un contenzioso legale potrebbe essere configurata come imprudenza”. “La funzione dell’elettrocardiogramma è proprio quella di mettere in evidenza patologie assolutamente insospettate che possono essere causa di morte cardiaca improvvisa – rileva invece Francesco Fedele direttore del Dipartimento di Cardiologia dell’Università La Sapienza di Roma – neanche il clinico più perspicace potrebbe identificare, in base all’anamnesi, coloro che hanno necessità di un elettrocardiogramma dal momento che, anche in assenza di qualsiasi indizio clinico, questo esame può rilevare anomalie dalle conseguenze potenzialmente letali”. “Meglio sarebbe tornare alle norme istituite dal ministro Balduzzi, che prevedevano l’elettrocardiogramma obbligatorio per chi voleva fare attività sportiva” conclude Fedele.
(Fonte: fimmg, la sapienza)

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Certificati per attività sportiva non agonistica: ulteriore modifica – Possiamo considerarci un paese normale? O, meglio, c’è qualcosa di normale in questo paese?

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 169 del 20 luglio 2013 era stato pubblicato il Decreto del Ministro della Salute 24 aprile 2013 “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita” comprendente nuove e stringenti regole per il rilascio dei certificati ed anche i modelli degli stessi (2013 FNOMCeO Decreto certificazione attività sportiva non agonistica).

Dopo appena un mese, il 21 agosto 2013, è entrato in vigore il Decreto “del Fare” (D.L. 21 giugno 2013, n. 69, Legge di conversione 9 agosto 2013, n. 98) che cambia nuovamente le regole e restituisce al medico certificante la responsabilità di eventuali accertamenti.
Art. 42-bis
Ulteriore soppressione di certificazione sanitaria
1. Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini promuovendo la pratica sportiva, per non gravare cittadini e Servizio sanitario nazionale di ulteriori onerosi accertamenti e certificazioni, è soppresso l’obbligo di certificazione per l’attività  ludico-motoria e amatoriale previsto dall’articolo 7, comma 11, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, e dal decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 20 luglio 2013.
2. Rimane l’obbligo di certificazione presso il medico o pediatra di base per l’attività  sportiva non agonistica. Sono i medici o pediatri di base annualmente a stabilire, dopo anamnesi e visita, se i pazienti necessitano di ulteriori accertamenti come l’elettrocardiogramma.
(Fonte: Ordine dei Medici di Terni – Agosto 2013)

Medici base, per fare sport serve il certificato. E l’elettrocardiogramma?
di Redazione Blitz

ROMA – Per fare sport serve il certificato medico, questo è assodato. E l’elettrocardiogramma? Le nuove norme sui certificati medici per le attività sportive non agonistiche introdotte con il Decreto del Fare rischiano di creare confusione, e necessitano di un qualche chiarimento. A lanciare l’allarme è il segretario della Fimmg, il principale sindacato dei medici di famiglia, Giacomo Milillo, in una lettera indirizzata al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e al presidente della federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Amedeo Bianco.
La pensata fatta dall’ex ministro della Salute Renato Balduzzi, rischiava infatti di far scoppiare una vera e propria bomba.
L’obbligatorietà di esami come l’elettrocardiogramma per la pratica non agonistica è stata perciò abrogata da alcune settimane, con un emendamento al Dl Fare. Ma la precedente norma che lo istituiva non è stata ancora abrogata, incastrando il medico nell’incertezza burocratica. Sì perché un certificato rilasciato senza ecg potrebbe poi essere considerato, in sede legale, un’imprudenza che costerebbe cara ai medici di base.
”Si ritiene opportuno segnalare che la formulazione delle modifiche introdotte dal Decreto – si legge nella lettera – determina criticità interpretative e applicative, altresì aggravate dal mantenimento della piena legittimità delle norme precedentemente emanate”.
In particolare, spiega Milillo, sotto accusa è la parte del decreto del Fare che afferma che è il medico di base che deve decidere se richiedere ulteriori esami prima di rilasciare il certificato.
”Alla luce dell’attuale formulazione della norma – sottolinea la lettera – la mancata effettuazione dell’elettrocardiogramma in caso di contenzioso legale potrebbe essere configurata come imprudenza. Ciò impone la prescrizione dell’approfondimento diagnostico”.
Va da sé che ogni palestra, scuola, associazione sportiva, vorrà il suo bravo certificato e il suo indispensabile elettrocardiogramma. E chi li farà tutti questi elettrocardiogrammi? Chissà che liste d’attesa negli ambulatori, per il concentrarsi in pochi giorni di centinaia di migliaia di richieste. E quanto ma soprattutto a chi costerà tutto questo certificare? Alle famiglie che decideranno di sobbarcarsi un’ulteriore spesa, facendo tutto a pagamento o al già esangue sistema sanitario italiano?

Sport amatoriale, con il decreto del fare via l’obbligo di certificazione
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Passato un emendamento dei senatori Puglisi (Capogruppo Pd VII Commissione Senato) e Vaccari che rivede il sistema di certificazioni voluto dall’ex ministro alla Salute Balduzzi. Il commento dell’ex presidente Uisp: “Una manna per i cittadini e le associazioni sportive”

ROMA – “Abbiamo eliminato tutti gli effetti perversi del decreto Balduzzi sullo sport con il Decreto del fare”. Ad annunciarlo è Filippo Fossati, deputato del Partito democratico ed ex presidente dell’Unione italiana sport per tutti (Uisp) al termine della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge che prevede semplificazioni burocratiche e un particolare regime fiscale per le associazioni sportive tenutasi a Montecitorio. Grazie ad un emendamento dei senatori Francesca Puglisi (Capogruppo PD VII Commissione Senato) e Stefano Vaccari è stato abrogato, infatti, l’obbligo di certificazione per l’attività ludico-motoria e amatoriale previsto dall’art. 7, comm 11, del DL 158 del 2012. Rimane l’obbligo di certificazione presso il medico o pediatra di base per l’attività sportiva non agonistica.
Per Fossati si tratta di “una manna per le associazioni sportive che il primo settembre avrebbero dovuto dire a chi voleva praticare sport di fare ulteriori certificazioni a spese proprie. Sarebbe stato un disastro per i cittadini”. Secondo Fossati, infatti, il decreto Balduzzi aveva imposto delle nuove certificazioni con costi a carico dei cittadini anche per le attività sportive più leggere. “Il nuovo certificato doveva chiamarsi certificato per l’attività ludico motoria, il che significava anche per fare attività anche leggere, come una corsa, un torneo di calcetto* e anche in luoghi non prettamente sportivi”. Certificati, che in alcuni casi avrebbero potuto comportare anche costi superiori a 50 euro, a seconda del tipo di analisi richieste, mentre per “attività più strutturate – ha aggiunto Fossati -, non agonistiche, al certificato il decreto Balduzzi aggiungeva l’elettrocardiogramma”. Tutto rimane così come prima del decreto Balduzzi, quindi. Il testo del decreto, spiega Fossati, andrà in aula “blindato” e non si potrà entrare nel merito per eventuali modifiche.

* Nota della redazione: chi può definire una “corsa” (effettuata a che velocità, su che terreno …?) o un “torneo di calcetto” (praticato da un soggetto in peso normale, in sovrappeso, allenato, non allenato …?) “attività leggera“?

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