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Medicina dello Sport: il certificato di idoneità alla pratica sportiva – I misteri dei decreti legge del Consiglio dei Ministri

Dopo una serie di smentite, cambiamenti e “refusi” arriva la spiegazione. E’ stato un “errore di stampa” anche la parte della bozza che voleva che per frequentare una palestra o una piscina anche a livello amatoriale fosse necessario un certificato di idoneità di un medico dello sport.
“Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività agonistica o amatoriale, il ministro della Salute, con proprio decreto emanato di concerto con il ministro per lo Sport, dispone idonee garanzie sanitarie mediante l’obbligo di certificazione specialistica medico-sportiva” si leggeva nella bozza del decreto legge, ma quando il testo è arrivato in mano ai medici di base, che definiscono la visita di idoneità “Solo una spesa in più per tutti coloro che vogliono fare sport ma solo a livello amatoriale”, questi sono insorti contro questa regola che dava maggiori poteri ai medici dello sport”. Questa è la notizia.

Il commento di ASD Universitas
E’ sempre notizia recente, che il nostro governo ha provveduto a tassare le bibite analcoliche gassate e zuccherate con la motivazione di scoraggiare i consumi promuovendo uno stile di vita più razionale meno portato all’obesità.
Le due notizie sembrano scollegate, ma provvediamo noi a collegarle.
Effettivamente un uso esagerato di bibite eccessivamente zuccherate può portare, soprattutto i giovani ad obesità, sovrappeso e quindi a rischi cardiovascolari futuri. Ma c’è un “ma”. Con questa stessa motivazione avrebbero potuto tassare la pizza, la pasta, ma soprattutto i nostri beneamati cannoli, per non parlare di bignè e palermitanissime cassate. Tutto questo, in uno uso smodato, può portare ad obesità sovrappeso e rischi cardiovascolari. Ma tutto questo come “tutto” in un uso smodato può portare a rischi. Questa notizia è stata così commentata dai nutrizionisti (noi ci limitiamo a copiare/incollare): “La letteratura scientifica non è in grado di documentare con certezza l’esistenza di una relazione causa-effetto tra il consumo di bevande analcoliche contenenti zucchero ed il sovrappeso o l’obesità. Ambedue queste condizioni sono in realtà ascrivibili a motivazioni che la ricerca scientifica considera “multifattoriali”, tra cui, oltre alla genetica e alle abitudini familiari, la diminuzione dell’attività fisica e un’alimentazione non equilibrata», dice invece Andrea Poli, presidente di Nfi (Nutrition Foundation of Italy). «Dare la colpa dell’obesità dilagante alle bevande analcoliche è fuorviante», aggiunge Giuseppe Fatati, presidente Fondazione Adi (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). «Non è concepibile – prosegue – penalizzare tutti i consumatori con una misura fiscale che non educa e contemporaneamente offre un’immagine sbagliata di un prodotto che, se consumato in maniera ordinaria, non crea preoccupazioni».
Ma cambiamo argomento e ritorniamo all’inizio di questo pezzo.
MIS. Sono tre letterine che stanno per MORTE IMPROVVISA DA SPORT.
Si calcola che l’incidenza (media) di morte cardiaca improvvisa va da 0,9/100.000/anno a 2,3/100.000/anno in base allo sforzo ed alla tipologia dell’atleta. La MIS è più frequente negli uomini (90%) e nei soggetti di età inferiore ai 35 anni (75%).
Proviamo a fare un piccolo conteggio? In Italia nel 2012 ci sono circa 20 milioni di sportivi praticanti agonisti e non agonisti. Ma solo gli agonisti sono tenuti alla visita di idoneità che prevede esami accurati ma soprattutto l’elettrocardiogramma anche sotto sforzo. Sottoponendo tutti a tappeto alla visita completa (agonisti e non) si potrebbero diminuire drasticamente i rischi di morte improvvisa che causa circa 700 decessi tra agonisti e non agonisti. Ma tutto questo costerebbe all’utente talmente tanto (una visita ben fatta e con elettrocardiogramma si paga 40/60 euro) da costringere ad una correzione seduta stante della bozza del decreto del Consiglio dei Ministri (vedi prima parte). E nessuno però ci viene a quantificare i rischi che questo piccolo surplus ad personam ci costa!
L’abbiamo già scritto: circa 700 morti improvvise annue da sport facilmente evitabili con esami più accurati nella visita di idoneità alla pratica sportiva. In altre parole distinguere tra agonisti e non agonisti è fuorviante!

Per contro, il Consiglio dei Ministri ci ha fatto sapere una verità incontrovertibile: Moriremo tutti annegati nella COCA COLA!
(Matteo Giammona)

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